[Gazaweb] La Strada

nekkah nekkah a sindominio.net
Ven 2 Ott 2026 18:16:37 CEST


Salve gioventù!

Sono stato contattato da La Strada per partecipare a una iniziativa il 9 
ottobre a Garbatella.

Mi avevano accennato informalmente la cosa in piazza SS Apostoli il 25, 
proponendo un intervento sulla navigazione in mare e in rete, che 
ricalcasse il concetto “from the web to the sea…”.

Prima di accettare gli avevo chiesto di darmi qualche info in più, 
proprio per condividerla con voi

Poi sono salpato e sinceramente la cosa mi era un po’ sfuggita fra i 
flutti.

Oggi mi ha riscritto Federico, uno di loro con cui sono in contatto per 
cose di mare, che mi ha girato questo testo di presentazione rivolto 
esclusivamente ai partecipanti.

—

Ripensare lo spazio è necessario a ripensare il mondo. Ripensarlo tutto, 
senza fermarsi alla terra. Ripensare anche il mare, che da così tanto 
tempo ha smesso di condurre verso la vita e permettere l’incontro di chi 
viene da luoghi lontani ed è ridotto a scenario di sola morte: la morte 
che trasportano le navi merci che lo attraversano, per continuare a 
garantire il proseguimento delle guerre che martoriano i nostri tempi. 
La morte nelle vite migranti ingoiate dal mare, o lasciate al soccorso 
auto-organizzato di chi non sa voltarsi.

Ma per farlo, per ripensare lo spazio, dobbiamo prima di tutto provare a 
conoscerlo.
Tentare di riconoscere, nel modo in cui lo immaginiamo prima di 
costruirlo, in quello in cui i profili di Nazioni,  città e luoghi di 
vita sembrano generarsi spontaneamente, la mano del potere che opera per 
continuare a riprodurre sé stesso e le sue strutture, ogni giorno.
Soprattutto e prima di tutto nei luoghi di frontiera, dove  lo spazio 
diventa più sistematicamente e drammaticamente il luogo della violenza.

Ma oggi non si può ripensare lo spazio fermandosi a questo. Come mostra, 
tra decine di altri, il caso di Autistici/Inventati, la repressione, il 
controllo, la violenza e la violazione dei diritti umani, oggi, hanno 
anche lo spazio digitale, di cui i confini e le frontiere fanno paura, 
perché sembra di non riuscire davvero a distinguerli.

- Introduzione all’approccio di *Forensic Architecture* agenzia di 
ricerca con sede alla Goldsmiths, University of London) e il cui lavoro 
ha estremamente a che fare con il ripensamento dello spazio. Consiste 
infatti nell’usare strumenti di indagine di architettura e urbanistica 
per indagare su violazioni dei diritti umani e i crimini di Stato e 
individuare il modo in cui queste concorrono a mantenere in vita le 
frontiere geografiche e urbane dei regimi di Apartheid, come quello che 
subisce ogni giorno il popolo palestinese.

- Con loro introdurrà il dibattito un intervento video di Dario Salvetti 
della GKN, a cui abbiamo chiesto di rispondere alla domanda “ Quali sono 
le frontiere nello spazio materiale e politico per chi lotta sui posti 
di lavoro e come possiamo trasformarlo, abbattendole ? Come si trasforma 
lo spazio disseminato di ostacoli della lotta quotidiana nella necessità 
di convergere, salpare e insorgere?”

FRONTIERE D’EUROPA E DEL MONDO

-Fabio Gianfrancesco
_rescue coordinator Mediterranea_
-Francesca Nardi _ Gaza freestyle e Global Sumud Flotilla
-Luciano Ummarino
_Destinazione Calais_

FRONTIERE URBANE Davide Dioguardi
_rete stop CPR Castevolturno_
Rajaa Ibnou _imm1grital_

FRONTIERE DIGITALI
-Manolo Luppichini _GazaWeb_
Coordina
Nereidi Project

—

Quindi, in quel primo incontro, non mi avevano spiegato bene il da 
farsi. Onestamente, mi sarei accollato un intervento “generica” che 
parlasse di gazawebbe e del concetto di navigazione libera.

Ma per un discorso più articolato sulle “frontiere digitali” preferirei 
condividere la discussione con chi segue queste vicende più 
assiduamente, tipo Agnese, che da “attivista digitale” è sicuramente più 
preparata e autorevole di me.

Ma sto ragionando senza l’hostess: Agnese tu ci saresti? In pratica 
siamo sotto casa tua.

Ovviamente gli ho pure battuto il banchetto—che accolgono volentieri—e 
nel dibattito ci sarebbe spazio per spingere un po’ i GaSH!, che hanno 
bisogno di un rilancio anche comunicativo.

Quindi ecco, come possiamo organizzarci?

daje sempre
baci
m


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