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Subject: 	[Uninomade] Esc :: LUM - Lessico marxiano
Date: 	Thu, 7 Dec 2006 23:20:10 +0000 (GMT)
From: 	francesco raparelli <rifo78 en yahoo.it>
Reply-To: 	uninomade en globalproject.info
To: 	uninomade en globalproject.info
CC: 	Emiliano Viccaro <emivic en libero.it>, sansonetti en carta.org



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Lessico marxiano
12 concetti per pensare il presente

Ogni volta che un lavoro culturale trova riparo tra le mura, spesso un 
pò fatiscenti, di un centro sociale, accade l'apertura di una sorta di 
zona di sperimentazione: si mettono in discussione le modalità 
tradizionali di trasmissione del sapere, la “ricezione” si scrolla di 
dosso tutta la passività a cui scuola e università  addestrano, e 
comincia un processo attraverso il quale le parole spese, profuse e 
scambiate possono diventare strumenti di azione politica. Passando nei 
tunnel sotterranei della riappropriazione critica che le soggettività 
esercitano, ravvivano quindi la capacità di aggredire lo stato di cose 
esistenti.

Da qui l’esigenza di rileggere Marx contro la miseria del marxismo e la 
vulgata accademica, che ci propongono puntualmente un teorico 
determinista o utopista, precursore del socialismo reale o addirittura 
inconsapevole profeta del pensiero liberal, come la recente biografia di 
Attali sostiene.

Un lavoro culturale su Marx, attraverso un lessico che ne ripercorre 
alcuni dei concetti-chiave, partecipa dell'apertura di una zona di 
sperimentazione a un grado particolarmente elevato, e questo proprio 
perchè tutta l'opera del barbone di Treviri si posiziona sul crinale fra 
teoria e prassi politica, dentro il campo di tensione nel quale le 
conquiste del sapere divengono forza materiale di trasformazione della 
società , all'insegna partigiana dell'ultima tesi su Feuerbach, secondo 
la quale i filosofi hanno interpretato il mondo a sufficienza, e si 
tratta, oggi come allora, di trasformarlo.

Marx, e questo ce l'ha ricordato Derrida, è oggi il fantasma che si 
aggira nell'impero. Fukuyama e il tentativo di chiudere la storia entro 
i confini dello sviluppo del capitale e seppellirla sotto le macerie del 
muro di Berlino, hanno provato a uccidere un fantasma, che vive però 
ancora: lo abbiamo visto nel recente ciclo di lotta che è passato da 
Seattle a Genova, lo abbiamo visto nelle lotte dei contadini indiani, 
nel Messico zapatista, nelle nuove lotte operaie in Cina, nelle Mayday 
dei precari. Nell'impero scava ancora la vecchia talpa marxiana.

Ciò che non sarà questa serie di voci marxiane è il tentativo di 
rapportarsi a una tradizione in quanto tale, con tutto il carico di 
dogmatismo che l'operazione comporta. In altri termini, non si tratta di 
ristabilire il canone dell'ortodossia, né di scoprire il “vero” Marx nei 
labirinti vertiginosi dei marxismi che gli sono succeduti. Del resto, lo 
stesso Marx aveva saggiamente premesso di non aver nulla a che spartire 
con i marxisti. A un altro tipo di operazione esprimiamo estraneità  e 
inimicizia: quella che mira alla separazione del Marx scienziato della 
società da quella del Marx agitatore e organizzatore politico. Questo 
tipo di operazione è avvenuta sotto l'egida della rilettura kantiana, 
per prima esercitata da Bernstein, oppure sotto la lente weberiana, e 
molte altre ancora: si è sempre trattato di un'operazione di esorcismo 
del carattere spettrale del pensiero marxiano, la normalizzazione del 
suo segno sovversivo, nascosta dall'esigenza formale di trovare una 
descrizione oggettiva della società capitalista sfrondata dall'interesse 
rivoluzionario.

Né poi ci interessa il Marx dell’accademia, quello della minuziosa 
ricostruzione filologica delle tappe e della formazione del suo 
pensiero. A parte alcune eccezioni, come Rosdolsky, Althusser e Dussel, 
che costruiscono i ponti tra l'esercizio filologico e l'utilizzo 
politico della rilettura di Marx, troppe volte si è trattato di 
imbalsamare Marx in una mummia dell’erudizione senza parzialità, o 
dell’ideologia senza attualità.

Pensiamo invece che l'incursione nell'opera marxiana attraverso 
l'occasione di alcune voci, affidate all'approfondimento di altrettanti 
studiosi, la cui conoscenza della materia è nota e affidabile, può 
prestarsi all'apertura di quella zona di sperimentazione cui accennavamo 
all'inizio. Una zona che è possibile attraversare in molteplici modi: da 
chi desidera un momento di riavvicinamento a un pensatore così 
importante, a chi vuole inoltrarsi sul sentiero dell'adeguamento ai 
tempi del pensiero di Marx, e scoprire cosa succede nel passaggio di 
fase dalla grande industria al general intellect. Oppure a chi vuole uno 
stimolo alla propria curiosità , o ancora un'occasione per iniziare a 
frequentare per davvero il pensatore più citato e meno letto al mondo.

Quello che vogliamo incontrare nel lessico, dunque, è un Marx riletto 
dall’operaismo e dalla critica femminista, irriducibilmente di parte e 
continuamente piegato all’azione politica, che ci parla dell’attualità 
in modo diretto e non attraverso il ventriloquio dell’ortodossia. Così, 
attraverso qualcosa che assomiglia a delle voci di enciclopedia del 
comunismo, ma che dell'enciclopedia non vuole condividere il carattere 
di codificazione e canonizzazione del sapere, si vuole intraprendere un 
percorso di formazione, per avvicinare i più giovani all'opera di Marx, 
di approfondimento delle tematiche, e di attualizzazione delle categorie 
marxiane alla luce delle recenti trasformazioni del vivere e del lavorare.

Il seminario promosso dalla LUM 
<http://www.escatelier.net/index.php?option=content&task=view&id=35> è 
composto da 12 relazioni che metteranno a tema altrettanti concetti, 
parole-chiave della produzione teorica marxiana. Ogni relazione sarà 
preceduta da una breve introduzione e dalla distrubizione di materiali 
curati dagli stessi relatori. Gli abstract delle relazioni e le 
relazioni per esteso saranno scaricabili e ascoltabili sul sito 
www.escatelier.net <http://www.escatelier.net/>.


il programma:

http://www.escatelier.net/index.php?option=com_content&task=view&id=150&Itemid=174 
<http://www.escatelier.net/index.php?option=com_content&task=view&id=150&Itemid=174>


(tutti gli appuntamenti inizieranno alle ore 16:30)


12 dic
Forza lavoro – Paolo Virno

18 dic
Storia – Augusto Illuminati

30 gen
Lavoro produttivo e improduttivo – Antonio Negri

16 feb
Accumulazione originaria – Sandro Mezzadra

2 mar
Diritto – Michele Surdi

16 mar
Classe – Mario Tronti

30 mar
Cooperazione – Marco Bascetta

13 apr
Astrazione determinata – Paolo Vinci

25 apr
Socialismo del Capitale – Christian Marazzi

11 mag
Democrazia – Stefano Petrucciani

18 mag
Produzione/Riproduzione – Alisa Del Re

25 mag
Legge del valore – Carlo Vercellone


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